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Il voto degli italiani all'estero

L'Italia nel 2001 era rimasta l'unico Paese civile al mondo che non dava la possibilità di votare all'estero ai cittadini residenti fuori dai propri confini.

Dopo più di dieci anni dalla data di entrata in vigore della legge istitutiva dell'AIRE (anagrafe dei cittadini italiani residenti all'estero) avvenuta nel 1988 e nonostante la riforma costituzionale recata dalla legge n. 1 del 2001, il Governo di centrosinistra allo scadere della XIII legislatura si accorse improvvisamente che non era ancora pronto "per affrontare gli adempimenti tecnici". E' stata una vera mistificazione. Nessuno doveva parlare di "ristrettezze dei tempi", considerato che il problema, cioè quello della bonifica dei dati dell'anagrafe elettorale (AIRE e Anagrafe consolare) tra il Ministero dell'interno e quello degli affari esteri, era dibattuto da oltre dieci anni.

Si trattava di votare in pochi giorni la legge ordinaria di attuazione delle norme costituzionali. In effetti, è stata ignorata la priorità assoluta della legge che rendeva attuali e attuabili quelle norme costituzionali.

Il Senato della Repubblica, ha concluso l'esame delle numerose iniziative legislative in materia di esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani all'estero in Commissione affari costituzionali il 22 febbraio 2001, rinviandole all'Aula, per una votazione impossibile, in data 7 marzo. Al di là delle singole responsabilità, si è compiuta una congiura e gli italiani all'estero sono stati defraudati del loro sacrosanto diritto.

I nostri elettori all'estero voteranno nella circoscrizione Estero, così che i rappresentanti in tale modo eletti in Parlamento saranno rappresentanti specifici della numerosissima comunità italiana all'estero. Il voto sarà effettuato per corrispondenza, poiché non può essere possibile, anche per motivi di ordine pubblico internazionale e per insufficienza di strutture, l'esercizio del voto presso le nostre sedi diplomatiche.

Il voto per corrispondenza fa salvi i princìpi della personalità, della segretezza e della libertà.

Gli uffici diplomatici e consolari vengono coinvolti nel procedimento elettorale solamente in relazione alle preziose funzioni di assistenza ed informazione che anche attualmente svolgono al servizio dei cittadini italiani all'estero.

Con la legge 27 dicembre 2001, n. 459, "Norme per l' esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all' estero", nell'ambito della circoscrizione Estero sono individuate le seguenti ripartizioni comprendenti Stati e territori afferenti a:

  • Europa (compresi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia);
  • America meridionale;
  • America settentrionale e centrale;
  • Africa, Asia, Australia, Oceania e Antartide.

In ciascuna delle ripartizioni è eletto un deputato e un senatore mentre gli altri seggi sono distribuiti tra le stesse ripartizioni in proporzione al numero dei cittadini italiani che vi risiedono, secondo l'anagrafe unica di cui all'articolo 5, comma 1, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.