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Riflessioni sul taglio delle tasse

Per la prima volta nella storia dell'Italia repubblicana, il governo Berlusconi ha ridotto le tasse a tutti e sta riducendo la spesa pubblica, gli sprechi, i privilegi, il peso dello Stato sui cittadini e sulle imprese. Prima vengono le esigenze dei cittadini, poi viene la macchina dello Stato.

In quattro anni di taglio delle tasse il governo Berlusconi ha restituito agli italiani più di 13,7 miliardi di euro. Una famiglia media - marito, moglie e due figli - con reddito di 15.000 euro paga oggi meno della metà delle tasse che meno spesa pubblica inutile = meno tasse per tutti.        Scarica il manifesto (Pdf acrobat 100 Kb)pagava nel 2001.

La nuova riduzione fiscale attuata dal governo vale in media più di un rinnovo di un contratto di lavoro nazionale, per il quale sono necessari mesi di trattative e di scioperi, che ai lavoratori fanno perdere soldi in busta paga e spesso causano disagi agli altri cittadini.

Ironizzare su un aumento medio di 40/50 euro al mese, significa non percepire cosa vuol dire risparmiare oltre 600 euro in più all'anno per una persona che guadagna 1.000 euro al mese netti.

I lavoratori dipendenti hanno goduto dei benefici della seconda riduzione delle tasse a partire dalla busta paga di gennaio 2005. I lavoratori autonomi se ne sono accorti nei due acconti Irpef del 2005, cioè a giugno e a novembre.

Il primo modulo della riduzione fiscale, concentrato sui redditi fino a 25.000 euro ha in parte ammortizzato gli effetti negativi del carovita seguito all'introduzione dell'euro.

Le nuove deduzioni familiari hanno ampliato la "no tax area" e hanno resi esenti dal pagamento di imposte sui redditi personali altri 280.000 contribuenti.

Il governo Berlusconi è il governo che ha fatto di più per le persone meno agiate. Grazie alla nostra riforma fiscale 13,5 milioni di persone sono esentate dal pagare le tasse (nel 2001 erano 6,5 milioni).

L'effetto combinato dei tagli alle tasse del 2003 e del 2005 è una forte riduzione delle tasse per le famiglie a basso reddito e per il ceto medio. Il maggiore reddito disponibile per le famiglie funge da stimolo alla crescita economica.

La riduzione delle imposte è una misura strutturale, sulla quale gli italiani potranno contare anche negli anni a venire, perché è parte di un piano pluriennale, che ridurrà le tasse dello 0.5% di PIL (Prodotto Interno Lordo, la ricchezza totale prodotta dal paese) per ogni anno dal 2005 al 2008.

L'obiettivo finale resta sempre lo stesso: due sole aliquote (23 e 33%) e la progressiva eliminazione dell'Irap.

Assieme alla riduzione delle tasse, il governo Berlusconi ha deciso di avviare uno piano straordinario di lotta all'evasione fiscale, con più controlli e più mirati.