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Contro i trafficanti di uomini. Il contrasto all'immigrazione clandestina
È possibile governare le migrazioni, operando con intelligenza e umanità su scala nazionale e continentale, incanalandole in due direzioni ben distinte:

a) Casa e lavoro

Trasformare l'immigrazione regolare in una risorsa positiva per l'economia dello Stato che la subisce, governando e regolando i flussi secondo le reali possibilità di accoglienza che il Paese ricevente è in grado di offrire

b) La "tratta degli schiavi" dei tempi moderni

Combattere con mezzi adeguati, anche drastici se necessario, l'immigrazione irregolare, cioè clandestina, sapendo che si tratta pur sempre di un male da prevenire e da sanare e che in gioco ci sono le vite di esseri umani.

La politica italiana di contrasto all'immigrazione clandestina

L'efficacia dell'azione del governo Berlusconi è resa evidente dai risultati riportati nella tabelle sottostante.

Gli strumenti adottati per raggiungere questi risultati sono:

Una diversa impostazione della legge sull'immigrazione, che si basa su quattro principi fondamentali:

  • collegamento di un lavoro certo al permesso di soggiorno
  • effettività del sistema delle espulsioni
  • maggior rigore nei confronti dei trafficanti di uomini
  • nuove disposizioni per evitare la strumentalizzazione dell'asilo
  1998-2001 2001-2004 Variazione
Sbarchi clandestini 108.789 53.287 -51,1%
Clandestini espulsi 43.754 65.483 +49,7%

Gli accordi bilaterali

una serie di accordi bilaterali con i Paesi a più alta concentrazione di emigrazione verso l'Italia consente di controllare alla fonte i flussi migratori. L'Italia dispone di una fitta rete di 28 accordi bilaterali di riammissione. Negli ultimi due anni sono stati firmati accordi con cinque Paesi (Sri Lanka, Malta, Cipro, Moldavia ed ex Jugoslavia) che sono strategici per il controllo dell'immigrazione clandestina che proviene dal mediterraneo, dall'est europeo e dal sub continente asiatico. Sono inoltre in corso negoziati con altri 17 Paesi. Con la Libia è stata avviata una mirata azione di collaborazione.

E' stato predisposto un progetto per il pattugliamento congiunto e la gestione dei flussi migratori nel mediterraneo centro-orientale che prevede la costituzione a Malta e a Cipro di centri ad hoc per il coordinamento e la gestione di unità navali e di centri di trattenimento per i clandestini intercettati, nonché il rimpatrio dei clandestini verso i Paesi di origine.

A ciò si aggiungono gli ottimi risultati ottenuti grazie alla collaborazione delle forze di polizia di Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna con le omologhe autorità di Siria e Libano che hanno condotto anche di recente allo smantellamento di importanti reti criminali dedite al traffico di clandestini presenti in quell'area.

La migliorata collaborazione con le forze di polizia di Albania e Slovenia ha portato all'azzeramento degli arrivi attraverso il canale di Otranto e alla drastica riduzione della pressione clandestina alle frontiere del nord-est.

Inoltre, per contrastare il transito massiccio di clandestini provenienti dal sub continente indiano, in particolare dallo Sri Lanka, che utilizzavano il canale di Suez per raggiungere il Mediterraneo, il Ministero dell'interno ha svolto una costante pressione sull'Egitto che ha consentito di contenere negli ultimi mesi i flussi provenienti dal canale. A tal fine, da parte italiana, sono stati messi a disposizione personale di polizia e mezzi per effettuare i rimpatri direttamente dall'Egitto verso i Paesi di provenienza dei clandestini intercettati.  

Il ruolo dell'Italia nella determinazione della politica europea di contrasto all'immigrazione clandestina

A seguito di una decisa iniziativa del Governo italiano, il vertice di Salonicco del giugno 2003 ha sancito definitivamente il principio che l'immigrazione clandestina è un problema europeo, da affrontare con strumenti e risorse comunitarie, e che l'onere della gestione delle frontiere esterne non può ricadere esclusivamente sui Paesi di confine dell'Unione europea.
La definizione delle linee politiche europee, con l'Italia ed il presidente Berlusconi in posizione di protagonisti di primo piano, prevede:

a) Aumento degli aiuti allo sviluppo per creare occupazione nei luoghi di origine e di transito dei migranti

Sono previsti 50 milioni di euro nei Paesi terzi di origine e di transito dell'immigrazione clandestina da destinare a progetti di aiuto allo sviluppo locale.

b) Concessione di flussi regolari e di altri sostegni ai Paesi di partenza in cambio di accordi sul controllo congiunto delle frontiere e sul rimpatrio dei clandestini

L'Europa - come richiesto dall'Italia e secondo uno schema già contenuto nella nostra legislazione - sottoporrà a valutazione il comportamento dei Paesi terzi nel contrasto all'immigrazione clandestina. Il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a flussi migratoririferire annualmente sui risultati di questa verifica e a formulare le proposte o le raccomandazioni ritenute opportune.
Su richiesta formulata dall'Italia - insieme a Regno Unito, Spagna, Grecia e Portogallo - il vertice di Salonicco ha dato mandato alla Commissione di esaminare gli aspetti relativi alla creazione di un apposito strumento finanziario comunitario destinato a sostenere i rimpatri. L'Italia, inoltre, sta fortemente sollecitando la conclusione degli accordi comunitari di riammissione i cui negoziati procedono con lentezza. 

c) Gestione integrata del controllo delle frontiere marittime, terrestri ed aeree, nei Paesi aderenti all'accordo di Schengen

Secondo lo schema previsto nello studio di fattibilità italiano sulla polizia europea di frontiera, sono stati portati a termine 17 progetti operativi per rafforzare la collaborazione nel controllo delle frontiere. Sono in fase di realizzazione nuove iniziative operative quali la creazione di centri specializzati per le frontiere terrestri, marittime ed aeree e l'istituzione di una rete di funzionari di collegamento sull'immigrazione nei Paesi terzi. Queste iniziative saranno realizzate sotto il coordinamento di una Unità comune composta dai capi delle frontiere, in attesa che venga esaminata la creazione di una nuova struttura operativa (Agenzia).

E' stata avviata la realizzazione di una banca dati sui visti (VIS) che consentirà lo scambio di informazioni tra gli stati membri sui visti rilasciati o rifiutati, allo scopo di migliorare le verifiche di sicurezza per l'ingresso nell'Unione.

A seguito delle sollecitazioni del Governo italiano, il vertice di Salonicco ha aperto prospettive finanziarie per l'immigrazione e le frontiere. Nel 2004-2006 saranno disponibili 140 milioni di euro.

d) Lotta senza quartiere alle organizzazioni criminali che lucrano in maniera spietata sul traffico degli esseri umani e dei clandestini

La specifica attenzione sul problema del contrasto dell'immigrazione via mare è ascrivibile ad una iniziativa italiana. Come richiesto dall'Italia, la Commissione europea sta realizzando un apposito studio di fattibilità dal quale dovranno scaturire ulteriori specifiche iniziative di carattere operativo e giuridico per il controllo del mare ed in particolare delle acque del mediterraneo. Intanto è al varo un progetto italiano di pattugliamento congiunto per il contrasto dell'immigrazione clandestina nel mediterraneo centro-orientale.