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Centri immigrati, il quadro è cambiato

Luca Mantovani, "Il Sole 24 ore", 29 gennaio 2004

Sono costretto a chiedere ospitalità per alcune precisazioni in merito agli articoli pubblicati lunedì 26 gennaio dal Sole-24 Ore circa il rapporto di Medici Senza Frontiere sui Centri di permanenza temporanea e assistenza.

In primo luogo ritengo opportuno che i lettori sappiano come nasce il Rapporto, poiché non è certo secondario che esso sia scaturito da un accordo del luglio dello scorso anno tra il Ministero dell'Interno e l'organizzazione stessa, i cui rappresentanti avevano chiesto di poter accedere ai Centri. Altrettanto utile è sapere che Msf opera già da lungo tempo con propri volontari all'interno di alcuni Centri.
L'idea dell'Amministrazione era quella di acquisire un contributo esterno, altamente professionalizzato e costruttivo, al miglioramento degli aspetti sanitari della vita nei centri. Ciò anche in vista del possibile riacutizzarsi, con il ritorno della cattiva stagione, del rischio Sars.

La circostanza che Msf, a conclusione del proprio mandato, invece di rassegnare il previsto rapporto all'Amministrazione, abbia preferito rivolgersi direttamente alla stampa favorendo l'uso strumentale di informazioni parzialmente inesatte, lascia francamente molto perplessi sulle effettive intenzioni della richiesta del luglio 2003.

Perplessità che aumentano a dismisura se si focalizza l'attenzione su alcuni passi del Rapporto particolarmente imprecisi o contraddittori. Penso, per esempio, a quello in cui si chiede il commissariamento del Centro di Trapani, in realtà già chiuso, oppure si stigmatizzano le condizioni del Centro di Milano, salvo poi dover ammettere che dopo la sua ristrutturazione le cose sono completamente cambiate.

Non diverso il caso del Centro di Torino, di cui si chiede la chiusura pur sapendo bene che il Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno si è da tempo attivato per la dismissione dello stesso, procedendo nel frattempo al ripristino totale delle strutture distrutte o incendiate dagli ospiti (a questo proposito rilevo, per inciso, come il Rapporto lamenti più volte che agli ospiti non vengono forniti accendini per le sigarette pur segnalando, nel contempo, che gli stessi usano appiccare incendi come forma di protesta). Aggiungo che la realizzazione di un nuovo Centro a Torino è, al momento, preclusa dall'impossibilità di individuare un sito alternativo accettato dagli Enti Locali.

In alcuni casi le informazioni fornite sono semplicemente sbagliate: così è per la spesa giornaliera per immigrato sostenuta dal Centro di Lampedusa, che non è di 23 euro bensì di 38.

Più in generale, bisogna tener ben presente un dato: questi Centri non li ha inventati la legge Bossi-Fini. Essi sono nati, infatti, sulla base delle precedente legge Turco-Napolitano e le strutture sui cui si è soffermata l'analisi negativa di Msf sono proprio quelle realizzate negli anni 90, in una situazione di indubbia emergenza sul piano nazionale.

D'altra parte, la consapevolezza di uno stato di cose non soddisfacente ha indotto l'Amministrazione dell'Interno a produrre, nell'ultimo biennio, sforzi assai notevoli per ristrutturare i Centri o, dove possibile, costruirne di nuovi, in modo da offrire in ogni caso migliori livelli di ospitalità. A questo fine è stata destinata una parte importante delle risorse reperite con la legge finanziaria dello scorso anno per la puntuale attuazione della legge Bossi-Fini.

Nel rapporto di Msf sono presenti anche forti critiche all'indirizzo di tutti i soggetti cui è affidata la gestione dei Centri: la Croce rossa italiana, l'Associazione nazionale dei Carabinieri, le Misericordie e le cooperative impegnate nel campo del volontariato e della solidarietà sociale. Secondo queste critiche, le convenzioni tra le Prefetture e questi soggetti non terrebbero nella giusta considerazione il livello di esperienza necessario per l'affidamento dell'incarico e, inoltre, nelle diverse gestioni mancherebbero procedure e metodologie uniformi.
A questo proposito è da ricordare che nel novembre 2002 il Dipartimento per le Libertà Civili diramò a tutti i Prefetti, responsabili della vigilanza sui Centri, una circolare contenente linee-guida specificamente volte ad uniformare la gestione dei Centri. Nella circolare si richiama, tra l'altro, l'attenzione dei Prefetti sulla necessità di valutare con attenzione la competenza, la professionalità e la vocazione statutaria dei soggetti prescelti per la gestione, tenendo conto anche, ma non solo, dell'offerta economica.

Chiarito tutto ciò, resta da dire che l'Amministrazione dell'Interno prenderà comunque in esame i rilievi mossi dal rapporto alle modalità di gestione dei Centri, nell'intento di trarre da essi eventuali indicazioni utili per ulteriori passi avanti rispetto ai risultati già ottenuti lavorando giorno dopo giorno per offrire ai migranti clandestini un'accoglienza umana e materiale all'altezza della tradizione civile del nostro Paese.

[Luca Mantovani è il portavoce del ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu]