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Breve storia della legge sul conflitto d'interessi

Dodicesima legislatura

Il primo testo di legge per risolvere il problema rappresentato dal conflitto di interessi fu avviato nel 1994, su iniziativa del presidente Berlusconi non appena assunse la carica di premier. Esso fu approvato nel 1995 in Senato e quindi decadde perché mancò il tempo di farlo approvare anche dall'altro ramo del Parlamento, causa le elezioni anticipate del 1996.

Tredicesima legislatura

Nella XIII legislatura fu Franco Frattini a presentare un progetto di legge per la soluzione del conflitto d'interessi.

Il 22 aprile 1998 la Camera approvò praticamente all'unanimità (461 voti a favore, nessuno contrario, un astenuto) il testo sul conflitto d'interessi, dopo che il campo fu sgombrato da pretese espropriative di alcuni esponenti della allora maggioranza, che volevano introdurre il puro e semplice obbligo anticostituzionale di vendere le imprese. Il provvedimento prescrisse il divieto per i membri del Governo di possedere azioni quotate in borsa.
Il testo approvato dalla Camera arrivò in Senato 14 mesi dopo e ancora alcuni esponenti della maggioranza crearono problemi. Il giurista Leopoldo Elia del PPI, per esempio, giudicò troppo severe alcune norme, come quella di impedire ai membri del Governo di svolgere attività in borsa o di svolgere attività professionale, anche per interposta persona. Poi, l'Udr e in particolare Mastella propongose di estendere i vincoli oltre che ai membri del Governo al capo dell'opposizione: un chiaro caso di un provvedimento ad personam, anzi contro una persona.
In sostanza per tutto il resto della legislatura il testo restò fermo al Senato senza ulteriori esami e quindi decadde.

Quattordicesima legislatura

Nell'ottobre 2001, il ministro Franco Frattini presentò alla Camera una nuova proposta di legge sul conflitto di interessi.

Il 28 febbraio 2002 la Camera approvò il testo Frattini. L'Ulivo abbandonò l'aula al momento del voto.

L'8 luglio 2002 il Senato approvò il provvedimento con 143 sì, 110 no e 2 astenuti, dopo 32 ore di discussione in aula e 18 in commissione per oltre 100 interventi e 59 modifiche al testo approvato a Montecitorio.

Il 22 luglio 2003 la Camera approvò con modifiche il provvedimento, che tornò al Senato. L'opposizione al momento della votazione abbandonò l'aula.

L'11 marzo 2004 il Senato trasmise alla Camera il testo della legge, per l'approvazione definitiva.

Il 13 luglio 2004 la Camera ha finalmente votato il testo definitivo della legge sul conflitto d'interessi diventa realtà.

Proviamo a tirarne le somme:

  • Berlusconi è stato eletto deputato e ha vinto le elezioni legittimamente;
  • è altrettanto legittimamente proprietario delle sue aziende e, allo stesso tempo, presidente del Consiglio;
  • la rilevanza politica del conflitto d'interessi dipende evidentemente solo dal voto degli elettori. In Italia, oltre la metà degli elettori non lo ha considerato politicamente rilevante: Berlusconi governa legittimamente;
  • se fosse stato davvero importante fare questa legge, perché i quattro governi di sinistra che si sono succeduti nella scorsa legislatura non hanno provveduto? Come si spiega che nella scorsa legislatura la legge che regola il conflitto d'interessi fu presentata alla camera proprio da Forza Italia (Franco Frattini), fu approvata all'unanimità e quando arrivò al Senato fu bloccata e messa in frigorifero? Perché, se non per trarne vantaggio in campagna elettorale, come argomento di polemica politica?